Nella primavera del 1977 avevo 23 anni, un anno dopo me ne sentivo addosso 40. Come un ragazzo, di mestiere capo della Cultura al quotidiano Il Manifesto , sia invecchiato tanto in dodici mesi, si capisce contando i passi che, dall’assalto del movimento 1977 al comizio del segretario Cgil Luciano Lama, a Roma, portano all’assassinio del presidente Aldo Moro, primavera 1978. L’Italia era perfino più confusa di adesso. Una Dc divisa tra cinismo di Andreotti e speranze utopiche di Moro si poteva v...

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